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28 GIORNI DOPO
(28 days later)

01/11/2002, Gran Bretagn - USA - Francia

Data di uscita nelle sale italiane 13/06/2003

VALUTAZIONE 6,5

Sceneggiatura Alex Garland

Danny Boyle

Interpreti Alex Palmer, Bindu De Stoppani, Jukka Hiltunen, David Schneider, Cillian Murphy, Toby Sedgwick, Naomie Harris. Noah Huntley, Christopher Dunne, Emma Hitching, Alexander Delamere, Kim McGarrity, Brendan Gleeson, Megan Burns, Justin Hackney, Luke Mably, Stuart McQuarrie, Ricci Harnett, Leo Bill, Junior Laniyan, Ray Panthaki, Christopher Eccleston

Il sito ufficiale del film

Produzione British Film Council, Canal+, DNA Films, Figment Films, Fox Searchlight Pictures

Produttore Andrew Macdonald

Produttori esecutivi
Greg Caplan e Simon Fallon

Fotografia Anthony Dod Mantle

Montaggio Chris Gill

Musiche John Murphy

Scenografia Mark Tildesley

Direzione artistica Mark Digby, Patrick Rolfe e Dennis Schnegg

Costumi Rachael Fleming

Casting Gail Stevens

Sonoro Adam Daniel, Graham Daniel e Ray Merrin

Effetti speciali Richard Conway e Cliff Wallace

Trucco Nuala Conway, Polly Earnshaw e Deborah Jarvis

TRAMA

Un ragazzo si risveglia dal coma in ospedale, ritrovando la struttura del tutto deserta e saccheggiata: l'intera Londra pare essere stata abbandonata e solo in una chiesa ritrova un gruppo di persone in preda alla rabbia. Salvato da due ragazzi, scopre come 28 giorni prima degli animalisti abbiano liberato delle scimmie affetta da una mutazione della rabbia, che rapidamente si è diffusa per tutta la Gran Bretagna causando la mutazione di persone e animali in zombies famelici. Inizia così il loro pellegrinaggio per sopravvivere...

RECENSIONE

Danny Boyle torna alle origini con una pellicola girata interamente con la camera digitale, sgranata e brutale, prendendo di petto il tema che gli è più caro: l'animale che c'è in tutti noi.
E lo fa ripescando uno degli archetipi del cinema, gli zombies, rifacendosi palesemente alla pellicola di Romero tanto nella messinscena quanto nella realizzazione dei suoi "non-morti": le similitudini, ricercate, fra i due film sono tali e tante che si potrebbe quasi parlare di un remake.
Ed è forse questo il peccato principale di Boyle, quello di aver di fatto ripreso un'idea già ampiamente sfruttata senza darvi un'angolazione inedita o personale: la visione filmica del regista si incastra alla perfezione nelle tematiche care a Romero, al punto che ci si ritrova tra le mani un mero doppione che nulla aggiunge a quanto già detto dal suo predecessore.
A favore del film va segnalata una regia comunque notevole come è nelle corde di Boyle, a cominciare dalla straordinaria sequenza iniziale con una Londra magicamente deserta (ottenuta con riprese all'alba girate in tutta fretta), e una sceneggiatura ben gestita nei dialoghi e nei momenti di tensione, che però scade nelle sequenze finali in alcuni passaggi che sfondano la già scarsa verosimiglianza della storia.
Nel complesso un film decisamente ben realizzato nella forma, a cui viene però a mancare l'originalità dei contenuti che lo rendono prevedibile e, cosa grave per una pellicola "morale", poco incisivo.

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