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A
BEAUTIFUL MIND 2001,
USA Data
di uscita nelle sale italiane
22/02/2002 VALUTAZIONE 6 1/2 Sceneggiatura
Akiva Goldsman tratta dal libro di Sylvia Nasar Produzione
Universal Produttori Brian Grazer e Ron Howard Produttori esecutivi Todd Hallowell e Karen Kehela Co-produttore Maureen Peyrot Produttori associati Louisa Velis, Aldric La'Auli Porter e Kathleen McGill Fotografia Roger Deakins Montaggio Dan Hanley e Mike Hill Musiche James Horner Scenografie Wynn Thomas Direzione artistica Robert Guerra Costumi Rita Ryack Casting Jane Jenkins e Janet Hirshenson Sonoro Allan Byer Effetti speciali Kevin Mack, Matthew Butler, Will Caban e Digital Domain Trucco Neal Martz e Todd Kleitsch TRAMA Il matematico John Nash è un uomo dal genio indiscutibile, che però soffre di una netta incapacità nel relazionarsi con le persone che lo porta ad estraniarsi dal mondo che lo circonda: sono gli anni '50, e la sua ossessionante ricerca di una teoria matematica originale rischia di compromettergli il futuro. La sua straordinaria capacità di manipolare i numeri lo porta ad essere spesso utilizzato dai militari per interpretare i messaggi in codice russi, fin quando non viene coinvolto in un'operazione top-secret: ma la sua mente straordinaria è pronta a giocargli un bruttissimo scherzo... RECENSIONE Guardando
questo film viene da chiedersi perchè sia stato fatto, soprattutto
vista la pletora di pellicole che hanno già trattato e ancora
trattano dei cosidetti "idiot savant", proposti in tutte
le salse: questa vicenda non offre spunti particolari, il protagonista
non ha fatto alcunchè di eccezionale (e sfido chiunque ad entusiasmarsi
per una innovativa teoria macroeconomica) e, al di là dell'indubbia
tragedia personale, non risulta affatto esemplare. Può essere
certo interessante vedere confermate sullo schermo le straordinarie
doti della mente umana, nel bene come nel male, ma non c'è
un momento della pellicola che renda davvero partecipe lo spettatore,
che dimostri un sincero slancio emotivo nei confronti del protagonista.
Si potrà dire che in confronto ad altre storie simili, in cui
la partecipazione diviene persino greve, un po' di distacco sia il
benvenuto, ma allora a che scopo raccontare una vicenda simile se
l'aspetto umano non viene portato alla luce? |
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