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CHOCOLAT 2000, USA Data di uscita nelle sale italiane 23/02/2001 VALUTAZIONE 7 Sceneggiatura
Robert Nelson David (da un romanzo di Joanne Harris) Interpreti
Juliette Binoche, Lena Olin, Johnny Depp, Judi Dench, Alfred Molina,
Peter Stormare, Carrie-Anne Moss, Leslie Caron, John Wood, Hugh O'Conor,
Victoire Thivisol, Aurelien Parent Koenig, Antonio Gil-Martinez, Helene
Cardona, Harrison Pratt Prodotto da Miramax con la Fat Free Ltd. Produttori David Brown, Kit Golden e Leslie Holleran Produttori esecutivi Harvey Weinstein, Bob Weinstein, Alan C. Blomquist e Meryl Poster Co-produttore Mark Cooper Fotografia Roger Pratt Montaggio Andrew Mondshein Musiche Rachel Portman Costumi Renee Ehrlich Kaifus Sonoro Libbie Barr Effetti speciali Stuart Brisdon, Anthony Hunt e Mill Film Trucco Naomi Donnez TRAMA In un paesino francese sul finire degli anni '50 arriva una donna, Vianne Rocher, con la propria figlia che prende in affitto una pasticceria dimessa per aprirvi una cioccolateria. Il paese è letteralmente dominato dal sindaco De Reynaud, un cattolico moralista e reazionario che scrive addirittura i sermoni per il giovane parroco, e l'apertura del negozio in piena Quaresima non è vista di buon occhio: quando viene a scoprire che la donna non si è mai sposata e che, di fatto, è una girovaga, De Reynaud dà inizio ad una vera e propria crociata perchè l'intero paese snobbi il negozio e la sua proprietaria. Vianne trova appoggio nella sua affittuaria, Armande, ed in una donna succube del marito, Josephine, ma le cose si complicano quando al paese arriva un barcone di zingari guidati dal giovane e fascinoso Roux... RECENSIONE Il
tema del film è oltremodo abusato e perfino vetusto: paesi
come quello ritratto ormai esistono solo nelle cronache mondane,
ed appare quanto mai anacronistico mostrare un gruppo di zingari
come baluardo di uno stile di vita libero e indipendente.
Ma i toni scelti dalla pellicola sono quelli della favola, e l'ambientazione nella provincia di quasi mezzo secolo fa smussano e fanno dimenticare gli "svarioni" storici e reali della vicenda (anche se i cartelli scritti in inglese affissi in un paese francese fanno sorridere): qui non è importante il realismo, ma ciò che viene raccontato e come viene fatto. La sceneggiatura, intrisa com'è di buonismo, riesce miracolosamente a tenersi distante (per un soffio) dalla stucchevolezza, e grazie alla leggerezza del tocco narrativo mantiene vivo l'interesse pur nella prevedibilità dell'intreccio: sin dall'inizio lo spettatore sa bene dove si andrà a parare, ciò nonostante ci si lascia trascinare dai toni piacevolmente sussurrati della pellicola, suadente come il cioccolato intorno a cui ruotano le sue vicende. Gli attori sono tutti in parte (un plauso alla Dench e alla Olin), dando anima e corpo a personaggi altrimenti stereotipati, e l'unica nota stonata è il personaggio di Depp, che appare alquanto appiccicato a forza e che, peraltro, ben scarso ruolo ha nella storia se non quello di portarvi l'inevitabile storia d'amore. Non un film straordinario, senza dubbio fuori tempo e, per certi versi, inutile, ma realizzato con tale garbo e maestria da farsi perdonare (quasi) ogni forzatura: fossero tutti così i film banali che ci propinano ogni giorno... |
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