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DANCER
IN THE DARK 2000,
Danimarca, USA, Svezia, Germania, Norvegia, Olanda e Francia VALUTAZIONE 8 Sceneggiatura
Lars Von Trier Interpreti
Bjork, Catherine Deneuve, David Morse, Peter Stormare, Udo Kier, Joel
Grey, Vincent Paterson, Cara Seymour, Vladica Kostic, Zeljko Ivanek,
Siobhan Fallon, Jens Albinus, Reathel Bean, Mette Berggreen Produzione
Fine Line Features, Zentropa Entertainments 4, Good Machine,
Pain Unlimited, Liberator Productions, Trust Film Svenska, Film i Vast,
Cinematograph, What Else, Icelandic Film Corp, France 3 Cinema e Arte
France Cinema Produttore Vibeke Windelov Produttore esecutivo Peter Aalbaek-Jensen Co-produttori Lars Jonsson e Marianne Slot Produttori associati Fridrik Thor Fridriksson, Anja Grafers, Finn Gjerdrum, Torleif Hauge, Tero Kaukomaa, Mogens Glad e Poul Erik Lindeborg Fotografia Robby Muller Montaggio Francois Gedigier e Molly Malene Stensgaard Musiche Bjork con testi di Lars Von Trier e Sjon Sigurdsson Scenografie Karl Juliusson Costumi Manon Rasmussen Sonoro Per Streit Coreografie Vincent Paterson Trucco Morten Jacobsen e Sanne Gravfort TRAMA Nella Washington degli anni '60 l'operaia Selma, immigrata Cecoslovacca, fanatica di musical, cantante e ballerina per diletto, è sul punto di perdere la vista a causa di una tara ereditaria. Con duemila dollari risparmiati faticosamente può ottenere un intervento chirurgica che salvi la vista almeno dell'adorato figlio dodicenne. Ma Bill, un poliziotto che le affitta la roulotte in cui vive, le ruba tutti i soldi per coprire i propri debiti; lottando con lui per riottenerli, Selma accidentalmente lo uccide e cerca invano di fuggire. Al processo viene dichiarata colpevole e condannata a morte, e nell'attesa dell'esecuzione la donna cerca conforto nella musica... RECENSIONE Questo
film porta decisamente il marchio di Von Trier, specialmente nei
suoi difetti: eccessivamente melodrammatico, persino irreale nella
miscela di sfortune che colpiscono la protagonista e di ottusità
che dimostra nelle proprie scelte, condito da personaggi di contorno
convenzionali e ben poco convincenti.
L'intero film si poggia sulle spalle di Bjork, davvero stupefacente nella parte della protagonista, che da sola aiuta a digerire una storia che, con un'interprete meno naturale, sarebbe stata solo irritante. Ciò nonostante, il film riesce (per miracolo, si direbbe) a non sbracare mai nella melassa, grazie anche all'idea dei due diversi stili di ripresa: quello realistico (in puro stile Dogma 95) per le scene nel presente e quello più "canonico" (colorato e fluido) per i sogni musicali di Selma. Forse mai come in questo film i pezzi cantati sono pienamente giustificati dai sogni della protagonista, ed ottengono anche un notevole impatto visivo (menzione particolare per il pezzo sulla ferrovia, davvero straordinario, e la durissima scena finale). Le sequenze in Dogma, con tutti i loro sballonzolamenti e tremori (che condividono con BLAIR WITCH PROJECT l'effetto mal di mare), acquistano qui un senso con tutti i primi piani e zoom di occhi, mani e gesti che sottolineano con forza sentimenti e sensazioni, compensando la mancanza di profondità nelle psicologie dei personaggi. Gli interpreti appaiono però alquanto spaesati, su tutti la Deneuve la cui presenza è del tutto fuori luogo, ma con un vero fenomeno come Bjork il film riesce a farne anche a meno. Un buon dramma, dai toni forse troppo carichi, ma che non manca di eleganza e con una protagonista che, da sola, vale il prezzo del biglietto. |
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