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IL DIARIO DI BRIDGET JONES
(Bridget Jones's diary)

2001, USA/Gran Bretagna

Data di uscita nelle sale italiane 19/10/2001

VALUTAZIONE 7

Sceneggiatura Andrew Davies, Richard Curtis e Helen Fielding da un romanzo di Helen Fielding

Regia Sharon Maguire

Interpreti Renee Zellweger, Colin Firth, Hugh Grant, Jim Broadbent, Gemma Jones, Sally Phillips, Shirley Henderson, James Callis, Embeth Davidtz, Celia Imrie, Honor Blackman, James Faulkner, Charmian May, Paul Brooke, Felicity Montague, Patrick Barlow

Il sito ufficiale del film

Produzione Universal, Studio Canal, Working Title e Miramax

Produttori Tim Bevan, Eric Fellner e Jonathan Cavendish

Produttore esecutivo Helen Fielding

Co-produttori Liza Chasin e Debra Hayward

Fotografia Stuart Dryburgh

Montaggio Martin Walsh

Musiche Patrick Doyle

Scenoghrafie Gemma Jackson

Costumi Rachael Fleming

Sonoro David Crozier

Effetti speciali David Harris, Frazer K. Churchill e Double Negative Visual Effects

Trucco Graham Johnston

TRAMA

La trentenne Bridget Jones è l'impiegata di una piccola casa editrice londinese perennemente single, e per nulla felice di esserlo: con la madre che le presenta ad ogni occasione degli scapoli "appetibili", fra cui un certo Marcy nella piscina del quale lei aveva corso nuda da piccola (dettaglio fondamentale), la sua vita si avvia allegramente verso l'obesità causata dall'alcool e dal consumo sproporzionato di sigarette. Questo fin quando il suo principale, bello e sfrontato, inizia a flirtare con lei e, poco sorprendemente, se la porta a letto: illusa di aver finalmente trovato un fidanzato, Bridget riempie il proprio diario di buoni propositi, ma la vicenda ha da offrirle ancora molte svolte sgradevoli...

RECENSIONE

Simpatica commedia dai toni decisamente "british", il cui intreccio ricorda volutamente "Orgoglio e pregiudizio" della Austen, il film scorre via piacevolmente senza infamia e senza lode grazie alla riuscita alchimia di interpreti e sceneggiatura, che pur senza guizzi che facciano gridare al capolavoro conducono con garbo una storia dalle evoluzioni certamente non imprevedibili, ma che coinvolge grazie al suo umorismo facile eppure arguto.
Vicina a molta commedia americana che gli americani non sanno far più (vedi HARRY, TI PRESENTO SALLY), questa pellicola deve molto ai dialoghi brillanti sostenuti da un cast azzeccato e ben affiatato (tanto da aver fatto accettare con entusiasmo agli inglesi una faccia americana per la loro icona britannica), che nella scelta degli interpreti ha il suo punto di forza (e Hugh Grant, antipatico o meno, è grandioso quando fa la canaglia).
Forse non entrerà nella Storia del Cinema, ma è un film che vale la pena di una visione, anche solo in cassetta, e non alzatevi ai titoli di coda...
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