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DUNGEONS
& DRAGONS 2000,
USA Data
di uscita nelle sale italiane
12/04/2002 VALUTAZIONE 3 Sceneggiatura Topper Lilien e Carroll Cartwright basata sul gioco di ruolo omonimo di proprietà della Wizards of the Coast, Inc. Regia
Courtney Solomon Produzione
New Line Produttori Kia Jam, Courtney Solomon e Tom Hammel Produttori esecutivi Joel Silver, Allan Zeman e Nelson Leong Co-produttori Matthew Stillman, Mark Leahy, Steve Richards, David Minkowski, Ann Flagella, Conrad Riggs e Sean Stratton Produttori associati Bob Dahlin, Justin Whalin, Allen Crawford, Nancy Koester e John Raczka Fotografia Doug Milsome Montaggio Caroline Ross Musiche Justin Caine Burnett Scenografie Bryce Perrin Direzione artistica Ricardo Spinace Costumi Barbara Lane Casting Elisa Goodman, Abra Edelman e Jeremy Zimmerman Sonoro Mark Holding, Mike Regan e Craig Henighan Effetti speciali George Gibbs e Dana H. Suddath Trucco Bob Keen, Martin Astles, Matthew O'Toole e Tara Smith TRAMA In una terra in cui la casta elevata dei maghi vive in uno sfarzoso castello mentre la gente comune è relegata nelle città, la giovane imperatrice Savina ha in mente di rivoluzionare l'impianto sociale del suo regno portando tutti ad uno stato di eguaglianza. Il Consiglio dei maghi osteggia il cambiamento, venendo sobillato dal perfido mago Profion che intende detronizzare l'imperatrice per poi spazzare via il Consiglio e prendere il potere. Il Consiglio chiede all'imperatrice di consegnare il suo Scettro Dorato, in grado di controllare i draghi d'oro, e così parte una lotta contro il tempo per la ricerca dello scomparso Scettro Rosso, in grado di controllare i draghi rossi, sulle cui tracce si mettono, su sponde opposte, gli scagnozzi di Profion ed una colorita compagnia composta da una maga di basso livello, due ladri ed un nano... RECENSIONE I
Grandi Cervelli della distribuzione italiana, visto il successo
de IL
SIGNORE DEGLI ANELLI, hanno pensato bene di ripescare dal
limbo questo filmetto di un paio d'anni fa che fu all'epoca giustamente
ignorato dopo il sonoro flop incassato in patria. É probabile
che la stroncatura, di critica e pubblico, verrà replicata
da noi per quello che è un prodotto di taglio televisivo
più adatto ad un recupero direttamente in Home Video. Che
dire di questa pellicola, che pare un incrocio fra uno dei peggiori
episodi di HERCULES e FANTAGHIRO'? Accanirsi è inutile
contro quella che è nata come un'operazione persa in partenza,
che come molte altre pretende di trarre qualcosa di valido ed
innovativo da un gioco di ruolo che altro non è che un'accozzaglia
di luoghi comuni rapinati al fantasy, con molto debito nei confronti
dell'opera di Tolkien, finendo per non essere avvincente nè
per i fans nè per lo spettatore occasionale.
Se la trama è riducibile a due righe, i personaggi sono la quintessenza dello stereotipo, piatti come una tavola da surf ed interpretati da attori sotto il livello di guardia: su tutti, spicca (in negativo) uno dei fratelli Wayans, che nel film fa il ladro di colore che parla come un nero di Harlem e si agita peggio di Eddie Murphy. Persino Jeremy Irons, qui chiaramente in pieno relax, carica i toni abbaiando battute risibili e dando fondo a tutta la sua mimica facciale, riuscendo comunque ad essere molte spanne sopra i propri colleghi non foss'altro per quella che è chiaramente una recitazione caricaturale e, per questo, l'unica cosa godibile del film (che ho avuto il piacere di seguire in originale, mentre in italiano andrà del tutto persa). Inutile dire che la regia è inesistente, l'imperatrice (l'altrove ottima Thora Birch, qui al minimo storico dell'impegno: ma chi può darle torto?) sembra la caricatura della Amidala di GUERRE STELLARI, e gli effetti speciali sembrano uscire dal peggiore film italiano, con l'animazione al computer del tutto risibile e ricostruzioni ambientali posticce. Ma, come ho già detto, calcare la mano su un film a basso costo (che ci fa Joel Silver fra i produttori?!) e del tutto privo di pretese è fin troppo facile: se fosse passato solo in televisione avrebbe avuto una sua, pur minima, dignità, ma pretendere di portarci la gente al cinema è quasi offensivo... |
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