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FINAL DESTINATION
(Final destination)

2000, USA

VALUTAZIONE 7

Sceneggiatura James Wong, Glen Morgan e Jeffrey Reddick

Regia James Wong

Interpreti Devon Sawa, Ali Larter, Kerr Smith, Kristen Cloke, Daniel Roebuck, Roger Guenveur Smith, Chad E. Donella, Seann William Scott, Tony Todd Amanda Detmer, Brenden Fehr, Forbes Angus, Lisa Marie Caruk

Il sito ufficiale del film

Produzione New Line, Hard Eight e Zide-Perry

Produttori Glen Morgan, Craig Perry e Warren Zide

Produttori esecutivi Brian Witten e Richard Brener

Co-Produttore Art Schaefer

Produttore associato Chris Bender

Fotografia Robert McLachlan

Montaggio James Coblentz

Musiche Shirley Walker

Scenografie John Willet

Costumi Jori Woodman

Sonoro Eric J. Batut

Effetti speciali Ariel Velasco Shaw, John Tanimoto, Pixel Magic e Cinema Production Services

Trucco Lisa Love

TRAMA

In partenza per Parigi con la scuola, Alex ha una vivida visione dell'aereo che esplode poco dopo il decollo e, preso dall'angoscia, si fa sbattere fuori dal veicolo con altre sei persone che, per vari motivi, si trovano coinvolti dalla sua reazione: tutto bene, se non fosse che, a pochi minuti dal decollo, l'aereo esplode uccidendo tutti i passeggeri.
Da allora la vita di Alex diviene un incubo, con gli altri sopravvissuti che hanno verso di lui sentimenti discordanti: chi gli è grato e lo ritiene una sorta di sibilla, chi ha il terrore di lui, chi è divorato dal senso di colpa e chi invece ha provato la sua stessa sensazione e crede in lui.
Presto Alex comprende che loro sette erano destinati a morire in quell'incidente, e che la Morte esige il suo macabro riscatto: uno per volta, nell'ordine in cui sarebbero morti in volo, i sopravvisuti iniziano a morire, e solo Alex può impedirlo facendo loro "saltare il turno"...

RECENSIONE

Questo film torna un po' alla tradizione degli horror anni '80: una sola, originale idea su cui basare l'intera sceneggiatura, una coppia di protagonisti attorno a cui ruotano personaggi dai rapporti conflittuali, ed un finale che ribalta l'accomodante happy end.
Niente di originale nello schema, ma quello che rende la pellicola particolare è la cura messa nella regia (abile Wong nel creare tensione giocando con le aspettative degli spettatori e senza scadere nell'effettaccio e nella banale sorpresa) e nella sceneggiatura: seppure i personaggi non brillino certo per approfondimento psicologico (ed in questo i giovani attori si adattano perfettamente con interpretazioni scolastiche e funzionali), la costruzione della trama funziona per l'efficacia dei dialoghi (semplici, certo, ma non inutili) e per l'abilità nel rendere il tutto alquanto realistico (e l'aggiunta della FBI sulle tracce di Alex dona un tocco in più).
Purtroppo nell'ultima mezz'ora, quando oramai l'idea è stata ampiamente sfruttata, il film segna il passo in una sequenza forse troppo lunga, ma il finale "aperto", anche se non originale, riesce se non altro a riscattare con una certa autoironia.
Va detto che il regista James Wong (erroneamente citato nei trailer nostrani come "Il" regista di X-FILES) ha ribadito di non essere interessato al sequel già in lavorazione, ed indubbiamente non si può dargli torto, ma questo non deve comunque inficiare quello che è, senza dubbio, un solido film d'horror "come si facevano una volta".
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