GUERRE
STELLARI: EPISODIO UNO
(Star wars episode I: the phantom menace)
1999,
USA
VALUTAZIONE
4
Sceneggiatura
George Lucas
Regia
George Lucas
Interpreti
Liam Neeson, Ewan McGregor, Natalie Portman, Jake Lloyd, Ian McDiarmid,
Pernilla August, Samuel L. Jackson, Ray Park, Hugh Quarshie, Ralph Owen,
Anthony Daniels, Sio Biddle, Terence Stamp, Adrian Dunbar
Produzione
20th Century Fox, JAK Productions Ltd. e Lucasfilm Ltd.
Produttore
Rick
McCallum
Produttore
esecutivo George Lucas
Fotografia
David Tattersall
Montaggio
Paul Martin Smith
Musiche
John Williams
Scenografie
Gavin Bocquet
Costumi
Trisha
Biggar
Sonoro
Tom
Johnson, Ben Burtt, Gary Rydstrom, John Midgley, Tom Bellfort e Shawn
Murphy
Effetti
speciali Dennis Muren, Nick Dudman, Scott Squires, John Knoll,
Rob Coleman
Animazione
Rob
Coleman
TRAMA
Ambientato
molti anni prima di GUERRE STELLARI, il film narra dell'incontro
fra Obi Wan Kenobi e Hanakin Skywalker quando era ancora bambino,
ben prima di essere corrotto dal lato oscuro della forza e divenire
Darth Vader. In lui il mentore di Obi Wan, Qui Gon Jin, vede le
enormi potenzialità da Jedi, al punto di ritenerlo l'Eletto,
colui che porterà l'equilibrio nella forza (non un gran
profeta, uh?). Tutto questo si inserisce nel conflitto in atto
fra il pianeta Naboo e la Federazione Commerciale che, in seguito
all'inserimento di una tassa sul commercio da parte del Senato
della Repubblica, ha tagliato fuori il pianeta dalle rotte commerciali
con l'intento di prenderne possesso. In fuga dal pianeta ormai
occupato, la regina bambina Amidala si unisce ai due jedi e al
bimbo, raccattato su Tatooine, per raggiungere il Senato e convincerlo
ad intervenire: quest'ultimo è però paralizzato
dall'influenza della Federazione stessa, e necessita di un nuovo
Cancelliere. Il Consiglio degli jedi e Amidala appoggiano la candidatura
del senatore Palpatine, mentre la mano oscura che guida la Federazione
cerca in ogni modo di eliminare i due jedi tramite il proprio
apprendista Darth Maul, dedito al lato oscuro della forza...
RECENSIONE
Come
già nei film precedenti (o seguenti? Cielo, che casino...),
la trama non è certo originalissima, e si svolge senza
colpi di scena o grandi trovate narrative: d'altronde non è
questo che la saga si propone, non volendo offrire altro che un
divertimento di due ore, ma... C'è un grosso, enorme "ma"
che incombe su tutto il film, dall'inizio alla fine.
Innanzitutto, proprio la trama: se la storia è semplicissima,
così non è il suo svolgimento che risulta in più
punti dispersivo e stracolmo di buchi narrativi. Molte sequenze,
peraltro visivamente straordinarie (la corsa dei pod è
senza dubbio da vedere), spezzano inutilmente il corso della vicenda,
e tutta la parte iniziale (l'arrivo di Obi Wan e Qui Gon su Naboo
e l'incontro con la comunità anfibia che abita nei suoi
mari) manca completamente di ritmo, priva com'è di un vero
aggancio col resto del film: gli anfibi si uniranno alla lotta
finale, ma ci volevano trenta minuti e due attacchi del tutto
gratuiti di bestie marine per farceli conoscere? La presenza poi
di Jar Jar Binks, uno dei suddetti anfibi, è del tutto
ingiustificata: a parte l'enorme antipatia del personaggio, una
spalla comica irritante ma taaaaanto carina (praticamente lo stesso
ruolo degli Ewoks), non si capisce perchè i due jedi se
lo portino dietro tutto il tempo, anche in situazioni delicate,
vista la sua evidente goffaggine. Ma, ovviamente, non c'è
un reale motivo se non il creare un ottimo prodotto di merchandising...
La parte in cui Amidala e soci assaltano la reggia occupata dalla
Federazione, poi, è tutta un grosso pasticcio: il pianeta
è circondato da navi della Federazione, ma loro giungono
placidamente sul pianeta con una nave peraltro ben nota ai loro
nemici, e sgominano in dieci persone la temibile armata di droidi
a guardia della reggia, catturando in un batter d'occhio il vicerè
usurpatore. Darth Maul, che ci viene presentato come un temibile
avversario per i nostri jedi, si fa dapprima infinocchiare da
Qui Gon che gli scappa sotto il naso nel loro primo scontro, e
poi, nello scontro a tre finale, riesce sì ad uccidere
Qui Gon e a far quasi precipitare Obi Wan in un baratro (e da
quando per un jedi è un grosso pericolo stare appesi su
un baratro?), ma quest'ultimo gli fa una capriola alle spalle
e, zac!, lo taglia in due: non un grande avversario, direi...
Ma non è solo la trama a non funzionare, è proprio
tutto il film che non va: la regia è fiacca, senza nerbo
specie nelle scene d'azione, ravvivandosi solo nelle sequenze
di pura animazione computerizzata (vedi, come già detto,
la corsa dei pod). Gli attori recitano tutti malissimo, da un
Liam Neeson del tutto inespressivo a Jackson e McGregor palesemente
a disagio (quest'ultimo con una faccia che sembra stia per esplodere
in una risata di scherno), fino ad una Natalie Portman che pare
prendersi un po' troppo sul serio.
In buona sostanza, ciò che manca veramente al film è
l'epicità, il vero senso dello stupore che invece il primo
possedeva: ciò che in GUERRE STELLARI era gusto per la
creazione, qui diviene ostentazione di mezzi e capacità,
sfoggio onanistico e orgiastico di effetti speciali più
veri del vero, ma del tutto privi di anima e emozione.
Una pellicola fin troppo progettata a tavolino, colma di quella
presunzione che è la negazione stessa del principio creatore
della saga: la fantasia.
Un ultimo appunto: dell'imperatore che si vede nella trilogia
originale non è mai stato detto il nome, che invece è
stato rivelato essere Palpatine nelle varie opere collaterali.
Il Cancelliere Palpatine di EPISODIO UNO è chiaramente
la stessa persona, ed è anche colui che si trova alle spalle
della Federazione, ma c'è da chiedersi quanto questo sia
onesto nei confronti di quegli spettatori che abbiano, giustamente,
seguito solo i film e non l'enormità di spin-off fra libri
e fumetti...
Il sognatore è morto, ma ci resterà il suo straordinario
sogno di quasi trent'anni fa.
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