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HARRY POTTER E IL PRIGIONIERO DI AZKABAN
(Harry Potter and the prisoner of Azkaban)

04/06/2004, USA

Data di uscita nelle sale italiane 04/06/2004

VALUTAZIONE 7

Sceneggiatura Steve Kloves tratta da un romanzo di J.K. Rowling

Regia Alfonso Cuarón

Interpreti Daniel Radcliffe, Rupert Grint, Emma Watson, Michael Gambon, Gary Oldman, David Thewlis, Timothy Spall, Paul Whitehouse, Julie Christie, Robbie Coltrane, David Bradley, Tom Felton, Alan Rickman, Pam Ferris, Richard Griffiths, Robert Hardy, Fiona Shaw, Maggie Smith

Il sito ufficiale del film

Produzione Warner Bros., Heyday Films e 1492 Pictures

Produttori Chris Columbus, Mark Radcliffe e David Heyman

Produttori esecutivi Michael Barnathan, Callum McDougall e Tanya Seghatchian

Produttori associati Chris Carreras e Paula Dupre' Pesmen

Fotografia Michael Seresin

Montaggio Steven Weisberg

Musiche John Williams

Scenografie Stuart Craig

Direzione artistica Neil Lamont e Andrew Ackland-Snow

Direzione del set Stephenie McMillan

Costumi Jany Temime

Casting Jina Jay

Sonoro Richard Beggs, John Midgley

Effetti speciali John Richardson, Tim Burke, Roger Guyett e Stephen Hamilton

Trucco Nick Dudman e Amanda Knig

TRAMA

Il ritorno di Harry a Hogwarts è tormentato dalla notizia della fuga dalla severa prigione di Azkaban del pericolosissimo mago Sirius Black: gli oscuri guardiani della prigione sono sguinzagliati in tutto il territorio e sembrano nutrire un certo interesse verso il ragazzo. Harry scoprirà di avere un forte legame con Sirius Black, e anche qualcosa di nuovo sulla morte dei suoi genitori...

RECENSIONE

Colombus lascia la regia per dedicarsi solo alla produzione, decidendo di alternare registi non "di genere" alla conduzione dei titoli successivi. La buona notizia, quindi, è che almeno d'ora in poi ci sarà una regia degna di questo nome, dato che Columbus si è dimostrato del tutto fuori posto nel guidare la saga. La prima scelta è caduta su Cuarón, che nulla sembrerebbe avere a che fare con le atmosfere della saga fantasy, ma il cui apporto visivo d'autore ha sicuramente giovato alla riuscita della pellicola.
Fermi restando i difetti di base di un'opera tratta da un romanzo "diluviante" di dettagli e sfumature, che sullo schermo si traduce in salti narrativi evidenti che danno l'idea di un "di più" non mostrato, finalmente col terzo capitolo la trama si fa più compatta, le atmosfere più presenti ed anche il protagonista assume uno spessore fino ad ora solo espresso a parole. Il ritmo è ben presente senza essere ossessivo, gli effetti speciali sono funzionali e non intrusivi, e nell'insieme acquista la dignità di una pellicola davvero fantastica, nel senso pieno del genere.
Se qualcuno ancora nutrisse dei dubbi, quest'opera dimostra come l'occhio personale di un regista possa fare pesantemente la differenza in un film: i movimenti di macchina sono fluidamente connessi alla storia, le inquadrature ricercate, non semplici piazzamenti di camera e carrelli che vogliano "dare l'idea" dell'azione pensando di compensare tutto il resto. Come già detto i difetti ci sono, forse avrebbe giovato un atto di coraggio nel concedere maggior tempo allo sviluppo della storia, ma la strada è segnata e si spera solo che come produttore Columbus sia meno miope che come regista.

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