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HARRY
POTTER E LA PIETRA FILOSOFALE 2001,
USA Data
di uscita nelle sale italiane
06/12/2001 VALUTAZIONE 6 Sceneggiatura
Steve Kloves tratta dal romanzo di J.K. Rowling Produzione
Warner Bros. Produttori
esecutivi Chris Columbus, Duncan Henderson, Mark Radcliffe
e Michael Barnathan Produttore associato Todd Arnow Fotografia
John
Seale Montaggio Richard Francis-Bruce Musiche John Williams Scenografie
Stuart Craig Costumi
Judianna
Makovsky Sonoro
John
Midgley Trucco
Nick Dudman e Clare Le Vesconte Effetti speciali Robert Duncan, Robert Legato, Cinesite Ltd., Industrial Light and Magic, Mill Film, Rythm & Hues e Sony Pictures Imageworks TRAMA Il piccolo Harry Potter, orfano affidato alle "cure" dei dispotici zii, viene richiamato all'età di undici anni da coloro che lo avevano affidato alla sua nuova famiglia: la scuola di magia di Hogwarts. Egli è infatti il figlio di due grandi maghi, uccisi dal malvagio Valdemort quando Harry era ancora in fasce, ed è giustamente famoso perchè riuscì a salvarsi dalla furia omicida del malvagio stregone, che gli lasciò una cicatrice a forma di saetta sulla fronte. Nella scuola stringe amicizia con altri alunni, due in particolare, si guadagna l'antipatia di molti altri ed ha modo di scoprire un minaccioso complotto per trafugare la Pietra Filosofale, che sarà in grado di far tornare alla vita e alla potenza il pericoloso Valdemort... RECENSIONE Premesso
che non ho letto i romanzi della Rowling e che, quindi, il mio
sguardo non è "offuscato" dalla tentazione di
mettere alla prova l'originale con il suo adattamento, quello
che mi sono trovato davanti è un film con tantissimo potenziale
maldestramente sprecato. Come tutti sanno, la produzione si è
preoccupata di non tradire la parola scritta ed ha sudato sette
camice per realizzare una pellicola il più possibile fedele
al romanzo: restando sotto l'occhio attento (e probabilmente invadente)
dell'autrice, gli autori hanno creato un "mammoth" di
due ore e mezza , lasciando fuori chissà quanto altro girato
(che verrà, ovviamente, propinato in DVD). Pur condivisibile
negli intenti, il risultato finale è una serie di sequenze
a sè stanti unite con scarso senso della continuità,
che si soffermano su dettagli superflui per accontentare gli incontentabili
fans, che diffondono un certo senso di noia là dove si
voleva creare un "sense of wonder" di cui rimane ben
poca traccia. L'esperienza insegna che ciò che funziona
egregiamente sulla carta non sempre (anzi, quasi mai) ha lo stesso
impatto sullo schermo, e questa pellicola soffre di una "letterarietà"
già insopportabile nei film "normali " (vedasi
molto cinema di Ivory), che in un film fantasy diviene davvero
inaccettabile. |
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