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IL TALENTO DI MR. RIPLEY
(The talented Mr. Ripley)

1999, USA

VALUTAZIONE 5

Sceneggiatura Anthony Minghella basata sul romanzo di Patricia Highsmith

Regia Anthony Minghella

Interpreti Matt Damon, Gwyneth Paltrow, Jude Law, Cate Blanchett, Philip Seymour Hoffman, Jack Davenport, James Rebhorn, Sergio Rubini, Philip Baker Hall, Celia Weston, Rosario Fiorello, Stefania Rocca, Ivano Marescotti, Anna Longhi, Alessandro Fabrizi

Il sito ufficiale del film

Produzione Paramount Pictures, Timnick Films e Mirage Enterprises

Produttori Tom Sternberg e William Horberg

Produttore esecutivo Sydney Pollack

Co-produttori Alessandro Von Normann e Paul Zaentz

Produttore associato Steve Andrews

Fotografia John Seale

Montaggio Walter Murch

Musiche Gabriel Yared

Scenografie Roy Walker

Costumi Ann Roth e Gary Jones

Sonoro Ivan Sharrock

Effetti speciali Richard Conway

TRAMA

Sul finire degli anni '50, Ripley è un ragazzotto americano di umili origini ma molto ambizioso, la cui capacità di immedesimarsi ed imitare il prossimo lo aiuta a sbarcare il lunario. L'occasione d'oro arriva quando un armatore, scambiatolo per un compagno di college del figlio Dickie, gli chiede di andare a trovare quest'ultimo in Italia per convincerlo a tornare dalla famiglia, offrendogli in cambio 1000 dollari. Imparato il passato del ragazzo, e studiato il jazz di cui è appassionato, lo trova in un paesino vicino Napoli: vive da solo, conducendo una vita da dandy con la propria ragazza, e presto se lo fa amico. E forse qualcosa di più...
Ma Dickie, saputi i retroscena della venuta di Ripley, rifiuta un contatto omosessuale con l'amico e, dopo una furiosa lite in barca, Ripley lo uccide in un accesso d'ira. Da quel momento la sua vita cambia: occulta il cadavere in mare e decide di sostituirsi a lui, cambiando identità a seconda di chi conosce o meno la sua vera faccia. Il suo vagabondare lo porta a Roma e Venezia, con rocambolesche trovate per non farsi riconoscere che lo portano anche ad uccidere un amico del ragazzo...

RECENSIONE

Sulla storia non c'è nulla da eccepire: tratta da un romanzo della Highsmith, questo adattamento si attiene al libro con molta precisione, come è abitudine di Minghella, con pochi cambiamenti per aiutare lo scorrimento delle vicende.
Il problema è che il film, dove dovrebbe essere quantomeno teso e drammatico, è fiacco e noioso, perdendosi per ben un'ora in ritrattini banali di vita mondana in giro per l'Italia (e glissiamo sull'immagine che viene data del nostro paese), utili forse per mostrare la dissolutezza di Dickie e l'intrecciarsi del suo rapporto col protagonista, ma davvero pesanti da sopportare nel loro essere meramente illustrativi. Quando poi la vicenda entra nel vivo, Minghella ancora si sofferma in riprese ariose di stanze, palazzi, paesaggi da cartolina, castrando la drammaticità del film che rimane monco, concentrando la (poca) tensione in alcuni, brevi momenti.
La storia così si riduce ad una commedia degli equivoci, con i classici scambi di persona e assommarsi di bugie, senza nerbo e passione, con personaggi mal ritratti o persino ridicoli (a cominciare dal commissario interpretato da Rubini, che si comporta come il tenente Colombo).
Uno degli errori del film, poi, è quello di non far appassionare alla vicenda: il protagonista, pur nella sua amoralità, è bidimensionale, piatto, non istiga nello spettatore alcuna partecipazione, al punto che, terminato il film, ci si domanda a chi importi di una storia del genere.
La regia è comunque, come si diceva nelle premesse, diligente e corretta ma senz'anima: Minghella non è Scorsese, e dove gli ambienti di quest'ultimo sono parte integrante dei personaggi che vi si muovono, qui sono solo cornici pulitine e coreografiche, semplici "luoghi" pittoreschi da riprendere con tanto gusto estetico e nulla più.
Fra gli attori spicca Jude Law, ancora in una parte di uomo "futile", mentre Damon offre un'interpretazione corretta ma nulla più, e la Paltrow è frignosa ed inutile.

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