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MAGNOLIA
(Magnolia)

17/12/1999, USA

Data di uscita nelle sale italiane 17/03/2000

Sceneggiatura Paul Thomas Anderson

Regia Paul Thomas Anderson

Interpreti Julianne Moore, William H. Macy, John C. Reilly, Tom Cruise, Philip Baker Hall, Philip Seymour Hoffman, Jason Robards, Ricky Jay, Alfred Molina, Jeremy Blackman, Melinda Dillon, April Grace, Luis Guzman, Melora Walters, Michael Bowen, Henry Gibson, Felicity Huffman, Emmanuel L. Johnson, Don McManus, Eileen Ryan, Danny Wells

VALUTAZIONE 9

Il sito ufficiale del film

Produzione Joanne Selar/Ghoulardi Film e New Line Cinema

Produttore Joanne Sellar

Produttori esecutivi Lynn Harris e Michael De Luca

Co-produttore Daniel Lupi

Produttore associato Dylan Tichenor

Fotografia Robert Elswit

Montaggio Dylan Tichenor

Musiche John Brion

Testi Aimee Mann

Scenografie William Arnold

Costumi Mark Bridges

Sonoro John Pritchett

Effetti speciali Lou Carlucci, Joe Letteri, Dan Rebert, Joseph Grossberg, F/X Concepts e Steve Johnson's XFX Group

Trucco Tina K. Roesler

TRAMA

Davvero difficile realizzare un sunto della trama, composta di molte storie che si intrecciano più o meno casualmente, dando credito alla tesi iniziale del film che nella vita esistono le coincidenze più assurde. Un anziano produttore televisivo (Robards) divorato dal cancro ed incapace di muoversi desidera rivedere il proprio figlio abbandonato da piccolo (Cruise), il quale, cambiato nome e nascosto abilmente il proprio passato, si atteggia a profeta del nuovo machismo, mentre la giovane moglie del malato (Moore) si trova a scoprire di amarlo pur avendolo sposato per convenienza. Intanto, nel quiz per ragazzi prodotto da Robards, un bambino prodigio si ribella allo sfruttamento ignobile delle sue capacità, trovando però un muro nel proprio avido padre, mentre il conduttore del quiz è anch'egli malato di cancro e, spossato, confessa alla moglie le molestie cui ha sottoposto la loro figlia che, ora drogata, rifiuta con lui ogni dialogo. Per quest'ultima la speranza arriva con un poliziotto, integerrimo ed ingenuo, che le offre il proprio amore incondizionato senza conoscere i suoi trascorsi con la cocaina, e l'agente riesce anche a salvare un uomo, ex-bambino prodigio del quiz, che, pentitosi di una rapina appena commessa, rischiava di perdere la vita sotto una pioggia di rane. Già perchè il film si conclude con una colossale e biblica pioggia di rane, durante la quale i destini dei protagonisti giungono ad un crocevia che porterà ad alcuni di loro l'agognata redenzione.

RECENSIONE

Ciò che colpisce in questo film è la fluidità delle vicende, che pur essendo molto complesse nella loro costruzione scorrono sullo schermo con estrema naturalezza, sostenendo le quasi tre ore di pellicola senza mai un cedimento. I meriti in questo sono molteplici, e vale la pena soffermarsi su tutti.
Quelle che vediamo sullo schermo sono vicende umane coinvolgenti, supportate da una sceneggiatura mai banale che sapientemente dosa lo scorrere degli eventi senza far mai calare la tensione emotiva, senza un solo personaggio fuori posto, tutti egualmente importanti ed essenziali alla drammaturgia. Viene messo a nudo il cinismo strisciante e ipocrita di una cultura abituata a giudicare dalle apparenze, tesa allo sfruttamento smodato delle capacità umane che macina persone e sentimenti, portando avanti una facciata di forza e solidità (straodinario il macho di Cruise) che nasconde abiezione e nulla lascia a chi cerca di redimersi. E molte colpe vengono date alla moderna figura patriarcale della famiglia, autoritaria e gretta, presentata qui come fallimentare in ogni suo aspetto, mentre le donne sembrano essere le uniche realmente forti da poter sostenere il peso della vita.
E sono infatti queste ultime quelle che meglio escono dall'impietoso occhio di Anderson, anche quando sono apparentemente amorali e negative, perchè sono le uniche ad avere il coraggio di guardarsi nella propria anima (stupendo il sorriso finale che rivolge al pubblico la ragazza cocainomane).
Gli spunti che offre il film sono molti e vengono presentati con una naturalezza non comune, senza pesare come macigni didascalici sullo spettatore.
Gli attori sono fenomenali, e su tutti spicca il trio Cruise-Moore-Robards a cui spettano le scene da culto (lo sfogo frustrato della Moore in farmacia, l'intervista cinica e crudele che subisce Cruise, tutte le scene in cui appare Robards), ma è la regia ad essere davvero impressionante, senza sbavature, un montaggio praticamente perfetto ed un uso della colonna sonora intelligente ed efficace (altra scena da culto la canzone cantata alternativamente dall'intero cast).
Verrebbe da dire che questo sia davvero IL film della stagione, ovviamente quasi ignorato dagli oscar, ma c'è da sperare che arrivi ancora qualcuno a saperci coinvolgere come profondamente ha fatto questo meraviglioso film.

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