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MINORITY
REPORT 21/06/2002,
USA Data
di uscita nelle sale italiane
04/10/2002 Sceneggiatura
Scott Frank e Jon Cohen, basata su un racconto di Philip K. Dick VALUTAZIONE 7 Produzione
DreamWorks SKG, Amblin Entertainment, Cruise/Wagner, Blue
Tulip, Ronald Shusett e Gary Goldman Produttori Jan De Bont, Walter F. Parkes, Gerald R. Molen e Bonnie Curtis Produttori esecutivi Ronald Shusett e Gary Goldman Produttori associati Michael Doven e Sergio Mimica-Gezzan Fotografia Janusz Kaminski Montaggio Michael Kahn Musiche John Williams Scenografie Alex McDowell Direzione artistica Leslie McDonald, Chris Gorak, Seth Reed e Ramsey Avery Costumi Deborah L. Scott Casting Denise Chamian Sonoro Ronald Judkins e Gary Rydstrom Effetti speciali Michael Lantieri, Scott Farrar, Nathan McGuinness, Mark Russell, Asylum Visual Effects, Dana Friedman, Industrial Light & Magic, Henry LaBounta e PDI/DreamWorks Trucco Camille Calvet e K.N.B. Effects Group TRAMA
Nella Washington del 2054, la percentuale degli omicidi commessi è calata fino a zero grazie alla Precrimine, una nuova forza di polizia che ferma i delitti prima che questi vengano commessi sulla base di precognizioni avute da tre gemelli dotati di questo dono, e mantenuti in una vasca a sospensione sensoriale. Proprio mentre l'America si appresta a decidere, con un referendum, se applicare la Precrimine a tutto lo stato, il loro miglior agente scopre che sarà lui il prossimo arrestato, a causa dell'omicidio di una persona a lui sconosciuta: prima la fuga, poi il tentativo di modificare quello che sembra un futuro inevitabile... RECENSIONE Le (molte)
persone che hanno disquisito su quanto di Kubrick ci fosse in AI,
avranno ancora molto da dire sullo stesso argomento vedendo questo film:
è indubbio come l'influenza del regista abbia lasciato una traccia
su Spielberg, che specie nel primo tempo richiama lo stile di Kubrick
in molti elementi, non ultima la scelta cromatica. Uno Spielberg insolitamente
sperimentale, che usa movimenti di macchina per lui decisamente insoliti
e financo "sperimentali" che mozzano il fiato più che
nelle sequenze di pura azione, uniti alla splendida fotografia di Kaminski
che, da sola, rende la visione una vera esperienza. |
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