SPIDER-MAN
(Spider-man)
03/05/2002,
USA
Data
di uscita nelle sale italiane
07/06/2002
Sceneggiatura
David Koepp
Regia
Sam Raimi
Interpreti
Tobey Maguire, Willem Dafoe, Kirsten Dunst, James Franco, Cliff Robertson,
Rosemary Harris, J.K. Simmons, Joe Manganiello, Gerry Becker, Bill Nunn,
Jack Betts, Stanley Anderson, Ron Perkins, K.K. Dodds, Ted Raimi, Bruce
Campbell, Elizabeth Banks
VALUTAZIONE
8,5
Il
sito ufficiale del film
Produzione
Columbia Pictures
Produttori
Ian Bryce e Laura Ziskin
Produttori
esecutivi Stan Lee e Avi Arad
Co-produttore
Grant Curtis
Produttore
associato Heidi Fugeman
Fotografia
Don Burgess
Montaggio
Arthur Coburn e Bob Murawski
Musiche
Danny Elfman
Scenografia
Neil Spisak
Direzione
artistica Tony Fanning
Stella Vaccaro
Costumi
James
Acheson
Casting
Lynn Kressel e Francine Maisler
Sonoro
Ed Novick
Effetti
speciali John Dykstra, Scott Stokdyk, Digiscope, Pixel Magic
e Sony Pictures Imageworks
Trucco
Bill Myer
Animazione
Anthony
LaMolinara e Sony Pictures Imageworks
TRAMA
L'adolescente
Peter Parker vive con gli zii nel quartiere del Queens di New York:
è impacciato, miope, debole, timido, un genio della scienza e
disperatamente innamorato della sua vicina e compagna di classe Mary
Jane Watson. Il suo mondo riceve una notevole scossa quando viene morso
da un ragno geneticamente modificato durante la visita ad un laboratorio
con la scuola: passato lo shock iniziale, si ritrova con un fisico muscoloso,
la vista perfetta, la capacità di aderire ai muri e delle ragnatele
che gli fuoriescono dai polsi. Il primo pensiero è quello di
usare questi poteri per fare soldi col wrestling amatoriale, ma la morte
violenta del proprio zio, indirettamente causata da lui, lo porta a
considerare che da grandi poteri deriva una grande responsabilità,
e la comparsa in città del folle Goblin è un'ottima scusa
per cambiare le sue priorità...
RECENSIONE
"...questo
sia uno dei migliori film tratti dai fumetti": con questa frase
terminavo la recensione di X-MEN
ed ora, a distanza di quasi due anni, mi ritrovo a ripetere quasi la
stessa affermazione, arrivando persino a ritoccarla. Questo è
IL migliore film mai tratto dai fumetti.
Lasciando nella loro ottusità i puristi che, come sempre, storcono
il naso di fronte ai cambiamenti apportati al personaggio, ci troviamo
di fronte ad una pellicola che è la trasposizione fedele non
solo del personaggio e della sua psicologia (caratterizzata molto più
in profondità di quanto appaia), ma anche dello spirito originale
del serial nato negli anni '60. E solo il regista di DARKMAN, che con
quel piccolo gioiello aveva già realizzato uno dei più
riusciti film fumettistici della storia, poteva rendere così
egregiamente l'ingenuità e la complessità di un mondo
"ridicolo" come quello degli eroi in calzamaglia. L'intento
di Raimi non è quello di inserire l'universo del Ragno in un
contesto realistico, operazione che sarebbe risultata del tutto fuori
tono, ma di mantenere fortemente il senso fumettistico della sua "reale
irrealtà", quella sospensione dell'incredulità che
è alla base di ogni fumetto: le battaglie fra il Goblin e l'Uomo
Ragno non sono e non vogliono essere realistiche, assumono le connotazioni
del cartoon (nel classico "raimi touch") senza che però
ci si prenda gioco di loro o diventino ridicole. Questi non sono personaggi
bi-dimensionali, ognuno di loro viene caratterizzato alla perfezione
(un plauso per la resa non solo dei protagonisti ma dei tanti, magnifici
comprimari come Jameson, Harry Osborn e Flash) senza però dimenticare
che ci si trova di fronte a personaggi di pura fantasia e che appartengono
alla dimensione dell'impossibile. Il tocco affettuosamente ironico del
regista è presente in ogni momento, a ricordarci che stiamo comunque
vedendo (leggendo?) un fumetto e che, come tale, non va preso troppo
sul serio (come quasi tutta la produzione di Raimi, d'altronde): non
siamo di fronte ad un capolavoro del cinema cosiddetto Alto, ma di quello
orgogliosamente di serie B che, se fatto con dedizione e sincerità,
è financo superiore ad altre, ben più seriose produzioni.
Con un casting in stato di grazia, la consueta selva di citazioni per
solleticare i fans (Betty Brant, Mendell Stromm, la citazione di Connors
e Brock a lanciare un'esca per sviluppi futuri), persino l'apparizione
della "famiglia" Raimi (dal vero fratello, Ted, a Bruce Campbell,
Lucy Lawless e il solito Stan Lee), questa pellicola riesce a mantenersi
leggera anche quando narra con la dovuta perizia le origini (fisiche
e psicologiche) del protagonista, rispettando in pieno quel Marvel-style
che, per assurdo, nei fumetti si è perso da tempo. Come dicevo
all'inizio, poco importano le libertà più o meno grandi
prese dallo sceneggiatore (che si è sicuramente visto imporre
una sequenza di orgoglio post-11 settembre con relativa ribellione democratica
dei cittadini contro il terrorista verde, unico vero scivolone del film),
che possono essere condivisibili o meno (ed io le condivido): lo spirito
dell'Uomo Ragno è tutto qui, anche se l'ottusità dei distributori
attenti solo al merchandising ci ha rubato il suo nome, e la posta per
il numero due è molto alta. A noi, non resta che aspettare fuori
dalle edicole...
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