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THE CELL - LA CELLULA
(The cell)

18/08/2000, USA

Sceneggiatura Mark Protosevich

Regia Tarsem

Interpreti Jennifer Lopez, Vince Vaughn, Vincent D'Onofrio, Marianne Jean-Baptiste, Jake Weber, Dylan Baker, James Gammon, Patrick Bauchau, Tara Subkoff, Catherine Sutherland, Jake Thomas, Dean Norris, Musetta Vander

VALUTAZIONE 7

Il sito ufficiale del film

Produzione New Line, Avery Pix, Caro-McLeod, Radical Media Production

Produttori Julio Caro e Eric McLeod

Produttori esecutivi Donna Langley e Carolyn Manetti

Co-produttori Stephen J. Ross e Mark Protosevich

Produttore associato Nico Soultanakis

Fotografia Paul Laufer

Montaggio Paul Rubell e Robert Duffy

Musiche Howard Shore

Scenografie Tom Foden

Costumi Eiko Ishioka e April Napier

Sonoro James Thornton e John Paul Fasal

Effetti speciali Clay Pinney e Kevin Tod Haug

Trucco Michele Burke e K.N.B. EFX Group

TRAMA

Un serial killer ha l'abitudine di uccidere le proprie vittime femminili chiudendole in una stretta cella di vetro in cui, dopo 40 ore di prigionia, viene immessa acqua fino a farle affogare, dopo di che le immerge nella candeggina fino a renderle simili a bambole e infine le getta via.
Ma l'assassino soffre di problemi mentali (ma va?!), e quando la polizia accerchia la sua casa si accascia a terra in un coma irreversibile: il problema è che ha di recente rapito un'altra ragazza, ed è l'unico a sapere dove si trova.
Una psicologa che cura gli schizofrenici entrando nelle loro menti grazie ad un sofisticato macchinario è l'unica speranza per carpire l'informazione dalla mente malata del killer, ma l'impresa è ovviamente ardua: la mente dell'uomo è un inferno in cui la studiosa dovrà affrontare molte insidie rischiando di perdervisi per sempre...

RECENSIONE

La storia non è delle più originali, onestamente risulta difficile inventare qualcosa di nuovo in un genere così abusato come quello dei serial killers, ed il film da questo punto di vista raschia un po' il fondo del barile con un folle dalle ossessioni alquanto puerili (ed un paio di scene inutilmente raccapriccianti sono il dazio da pagare al genere).
Per il resto, però, la pellicola è tutt'altro che banale, e non solo grazie alle capacità visionarie del regista, abile nei movimenti di macchina senza eccedere nel virtuosismo tipico di molti suoi colleghi pubblicitari, ma anche ad una sceneggiatura curata nella costruzione dei dialoghi e che scivola solo nella figura dell'agente FBI, poco incisiva (ed alquanto inutile) cui l'inettitudine dell'interprete non aggiunge alcuno spessore.
Certo, alcune cose sanno di già visto (in più momenti è impossibile non fare confronti con NIGHTMARE), ma gli scenari davvero inquietanti, mutuati spesso dalle opere allucinate di Giger, colpiscono per la loro eleganza e cura che trasuda passione per la costruzione delle immagini, in una sorta di versione perversa di AL DI LA' DEI SOGNI.
Molta parte hanno anche le scenografie e costumi, mentre la musica in alcuni momenti soffre di alcuni eccessi di maniera; la Lopez offre un'interpretazione senza infamia e senza lode, funzionale al proprio personaggio, mentre brilla su tutti D'Onofrio con un'intepretazione credibile e senza gigioneria.
L'insieme che ne risulta non fa certo gridare al capolavoro, ma è comunque un film intelligente, elegante e ben curato, che ha forse l'unica pecca di esplorare un territorio in cui è stato già detto tutto. O forse troppo.
Una nota per l'edizione italiana: dato il dualismo nel significato del titolo originale, sarebbe interessante scoprire perchè si è scelto l'inspiegabile "la cellula" piuttosto che il ben più appropriato (e duale) "la cella".
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