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L'ALBA DEL GIORNO DOPO
(The day after tomorrow)

28/05/2004, USA

Data di uscita nelle sale italiane 28/05/2004

VALUTAZIONE 6,5

Sceneggiatura Roland Emmerich e Jeffrey Nachmanoff ispirato da un saggio di Art Bell e Whitley Streiber

Regia Roland Emmerich

Interpreti Dennis Quaid, Jake Gyllenhaal, Emmy Rossum, Dash Mihok, Jay O. Sanders, Sela Ward, Austin Nichols, Arjay Smith, Tamlyn Tomita, Sasha Roiz, Ian Holm, Nassim Shahara, Carl Alacchi, Kenneth Walsh, Michael A. Samah, Robin Wilcock, Jason Blicker, Kenneth Moskow, Tim Hamaguchi

Il sito ufficiale del film

Produzione Centropolis Entertainment, Lions Gate Films, Mark Gordon company e 20th Century Fox

Produttori Mark Gordon e Roland Emmerich

Produttori esecutivi Kelly Van Horn, Ute Emmerich e Stephanie Germain

Co-produttore Thomas M. Hammel

Produttori associati Lawrence Inglee e Kim H. Winther

Fotografia Ueli Steiger

Montaggio David Brenner

Musiche Harald Kloser

Scenografie Barry Chusid

Direzione artistica Real Proulx, Martin Gendron, Michele Laliberte e Marc Bonin

Direzione del set Victor J. Zolfo

Costumi Renee April

Casting April Webster

Sonoro Tim Gomillion e Jon S. Trebilcock

Effetti speciali Louis Craig, Jim Mitchell, Karen E. Goulekas e Ryan Storm

Trucco Kathryn Casault, Adrien Morot e George Tucci

TRAMA

Il clima globale cambia bruscamente in seguito allo sfruttamento insensato delle risorse naturali, e mentre i governi non sembrano rendersi conto della minaccia incombente, solo una manciata di scienziati capisce cosa stia succedendo e tenta di minimizzare i danni...

RECENSIONE

Pellicola inserita pienamente nel solco dei film di genere catastrofico, con tutti i clichè rispettati con cura a cominciare dagli scienziati ignorati dai politicanti, il bambino malato, il figlio in pericolo, il coraggio dei singoli e la solidarietà umana che infine trionfa su tutto: nulla di nuovo, tutto prevedibile inclusi i buchi di sceneggiatura e le coincidenze fin troppo incredibili. Ciononostante, qualcosa di buono c'è...
Emmerich non è esattamente quello che si direbbe un gran regista, più che altro un onesto mestierante che conosce bene i fondamenti del cinema d'azione e li rispetta in pieno senza aggiungerci nulla di veramente creativo, oscillando sempre fra la bufala colossale (INDEPENDENCE DAY e IL PATRIOTA) e il gradevole action movie (STARGATE e GODZILLA) senza mai brillare. Rispetto però ad altri registi come Sommers sa usare con parsimonia gli effetti speciali, non ne abusa al di là della funzionalità della storia e della necessaria spettacolarità che film del genere debbono possedere, e anche qui non si sofferma oltre il necessario sulle visioni apocalittiche del mondo devastato (peraltro efficacissime). mantenendo l'interesse sulla storia. Nulla di che, in verità, i soliti personaggi bidimensionali con le spalle a fare da tappezzeria, ma insolitamente sobria e, soprattutto, con un tocco di polemica non solo di facciata.
L'aspetto ecologista del film, per quanto "sommerso" dalla necessaria spettacolarizzazione, appare sincero e alcune sferzate verso il governo americano (il Messico che chiude i confini, la cancellazione del debito del Terzo Mondo), sebbene buttate con una certa casualità, risultano certo ben sopra la media di queste pellicole generalmente piuttosto reazionarie. Certo, difficilmente un film del genere smuoverà le coscienze (men che meno quelle dei governi, le uniche che varrebbe davvero la pena di scrollare), ma alla fine rimane un buon film d'azione, ben oliato e scorrevole che, nonostante i suoi difetti e i suoi limiti, non causa irritazione nel seguirlo. E al giorno d'oggi è già un bel risultato.

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