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THE OTHERS (id.) 10/08/2001, USA, Francia e Spagna Data
di uscita nelle sale italiane 07/09/2001 Sceneggiatura Alejandro Amenabar Regia Alejandro Amenabar Interpreti
VALUTAZIONE 7 1/2 Prodotto da Jose Luis Cuerda, Fernando Bovaira e Sunmin Park Produttori esecutivi Tom Cruise, Harvey Weinstein, Bob Weinstein, Paula Wagner e Rick Schwartz Produttore associato Eduardo Chapero-Jackson Fotografia Javier Aguirresarobe Musiche Alejandro Amenabar Scenografia Benjamin Fernandez Costumi Sonia Grande Sonoro Isabel Diaz Cassou Effetti speciali Daiquiri/Telson Trucco Ana Lopez-Puigcerver TRAMA Al termine della seconda guerra mondiale Grace vive con i propri figli Anne e Nicholas segregata in una villa situata in un'isola sperduta della Gran Bretagna; un giorno bussano alla porta tre persone che si offrono come servitori, venendo subito assunti dalla donna. Questa li mette subito a conoscenza delle ferree regole della casa: chiudere le porte ogni volta che si passa da una camera all'altra, silenzio assoluto e, soprattutto, mantenere un buio quasi totale nei luoghi dove si trovano i bambini, la cui pelle è estremamente foto-sensibile. Quella che già di per sè sarebbe una situazione angosciante, peggiore dal momento in cui Anne ritiene di vedere e parlare con un bambino, e strani rumori si sentono per tutta la casa: dapprima Grace rifiuta l'idea che ci siano intrusi nella villa, ma quando lei stessa vede il segno tangibile di una presenza, ordina una profonda ispezione del palazzo. Non viene trovato nulla, ma i nuovi servitori sembrano sapere più di quanto appaia... RECENSIONE Film
horror vecchio stile, costruito sulle atmosfere più che
sugli effetti, che gioca con luci e ombre, rumori sinistri e con
una delle paure più ataviche che si trova nei recessi della
psiche umana: l'incontro con i morti. La conduzione della storia
è magistrale, la tensione viene costruita pezzo per pezzo
con delle premesse che anche senza l'elemento sovrannaturale sarebbero
angoscianti, grazie soprattutto ad un ottimo cast di attori (su
tutti la Kidman, che avrebbe meritato di buon grado il premio
a Venezia rispetto agli asfittici interpreti nostrani) e ad una
costruzione scenografica straordinaria. Tutti gli elementi sfiorano
davvero la perfezione, fotografia inclusa (splendida la scena
della luce che inonda le stanze e gli esterni della villa immersi
nella nebbia), anche se il finale lascia qualche perplessità
per la sua straordinaria somiglianza con IL
SESTO SENSO (e non dico di più per non rovinare la
sopresa).
É difficile credere che l'autore non si sia reso conto della somiglianza con il film di Shyamalayan, ma tantomeno si può essere portati a pensare che si tratti di una mera copiatura: il film segue strade ben diverse ed una tale qualità da soverchiare qualunque sospetto di plagio, ma certo è che l'effetto della rivelazione finale viene notevolmente smorzato dalla recente visione di qualcosa di molto simile. Fatta salva questa piccola riserva (che toglie mezzo punto ad una valutazione da 8 pieno), il resto della pellicola è un fulgido esempio di horror d'autore, sebbene faccia sorridere pensare che quanto oggi possa essere visto come opera autoriale, solo qualche decennio fa era semplice routine: ancora una volta si dimostra che il genere ha perso decisamente smalto, ma esistono ancora un pugno di autori che sanno infondere eleganza a storie che ci toccano nel profondo dei nostri istinti. |
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