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THE TERMINAL
(id.)

18/06/2004, USA

Data di uscita nelle sale italiane 03/09/2004

VALUTAZIONE 8

Sceneggiatura Jeff Nathanson, Andrew Niccol e Sacha Gervasi

Regia Steven Spielberg

Interpreti Tom Hanks, Catherine Zeta-Jones, Stanley Tucci, Chi McBride, Diego Luna, Barry Henley, Kumar Pallana, Zoe Saldana, Eddie Jones, Jude Ciccolella, Corey Reynolds, Guillermo Diaz, Rini Bell, Stephen Mendel, Valera Nikolaev, Michael Nouri, Ana Maria Quintana, Bob Morrisey

Il sito ufficiale del film

Produzione Amblin Entertainment, Parkes/MacDonald Productions e DreamWorks

Produttori Steven Spielberg, Walter F. Parkes e Laurie MacDonald

Produttori esecutivi Patricia Whitcher, Jason Hoffs e Andrew Niccol

Co-produttore Sergio Mimica-Gezzan

Fotografia Janusz Kaminski

Montaggio Michael Kahn

Musiche John Williams

Scenografia Alex McDowell

Direzione artistica Christopher Burian-Mohr

Direzione del set Anne Kuljian

Costumi Mary Zophres

Casting Debra Zane

Sonoro Ronald Judkins

Effetti speciali Michael Lantieri

Trucco Greg Funk e Edouard F. Henriques III

TRAMA

Viktor Navorski, per la prima volta a New York, si ritrova bloccato nel terminal dell'aeroporto perchè, mentre era in viaggio, c'è stato un colpo di stato nel suo piccolo paese dell'Europa dell'Est e il nuovo governo non viene riconosciuto dagli USA: per questo, lui non può entrare nel suolo americano, nè può tornare indietro in quanto privo di passaporto. Comincia così una piccola odissea dove, superato l'ostacolo della lingua, l'uomo deve trovare di che vivere e costruirsi una vita all'interno dell'aeroporto...

RECENSIONE

Spielberg sembra aver ritrovato lo smalto di un tempo: smessi i panni eterni del "bambino prodigio", ritrova la propria personalissima vena autoriale, che coniuga alla perfezione la semplicità del racconto col piacere della narrazione, mettendo a servizio di storia e personaggi il suo straordinario talento.
Una vicenda che poteva diventare grottesca o, nelle mani di altri, edificante o polemista di maniera, qui diviene puro racconto, con un livello di lettura ottimista (la fiducia nell'uomo tipica di Spielberg) ed un altro di critica verso la chiusura della cultura americana, senza che però nessuno di essi schiacci e appiattisca il film sul messaggio, che filtra quietamente nella scorrevolezza della sceneggiatura.
Anche la storia d'amore, che altrove sarebbe stata stucchevole e preponderante, qui diviene parte dell'insieme, evitando anche le trappole dell'ovvio. Certo, il film "finisce bene", d'altronde non avrebbe avuto senso fosse altrimenti, ma l'umanità dei personaggi, mai positivi o negativi fino in fondo, è il motore di una pellicola che non mira agli eccessi, che non sfoggia nè pontifica, semplicemente racconta, e lo fa con gran classe. Sebbene negli ultimi anni sia diventato quasi uno sport sparargli addosso, avercene di registi come Spielberg...

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