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VALENTINE (id.) 02/02/2001, USA Data di uscita nelle sale italiane 04/05/2001 Sceneggiatura
Donna Powers, Wayne Powers, Gretchen J. Berge e Aaron Harberts (da un
romanzo di Tom Savage) Produzione Warner Bros in associazione con Village Roadshow Entertainment Produttore Dylan Sellers Produttori esecutivi Bruce Berman e Grant Rosenberg Fotografia Rick Bota Montaggio Steve Mirkovich Musiche Don Davis Scenografia Stephen Geaghan Costumi Karen Nosella TRAMA Un ragazzo bruttino e sfigato viene rifiutato da tutte le sue compagne di classe durante la festa di ballo delle medie, e proprio quanto trova una che abbia il coraggoio di baciarlo, viene da questa accusato di abuso sessuale quando vengono beccati dagli altri ragazzi. Passano gli anni, e le compagne odiosette di ieri sono le donne di successo di oggi, tutte belle e ricche, cui però il destino ha in serbo una spiacevole sorpresa: il ragazzino ha meditato vendetta e inizia a farle fuori una per una a ridosso del giorno di San Valentino, previo biglietto augurale dal gusto ironicamente macabro. Ovviamente la caccia al killer si rivela del tutto infruttuosa mentre la mattanza procede a gonfie vele: il killer dalla maschera di cupido (cui sanguina il naso mentre uccide le vittime) è pronto a falciare le sue ultime vittime... RECENSIONE La
trama del film potrebbe essere tranquillamente trascritta su un
post-it talmente è esile ed essenziale: trovato il pretesto
per il killer di turno, la storia segue i fin troppo famigliari
del più classico dei film sui serial killer, con morti
più o meno fantasiose (carina quella nella sala mortuaria)
e scontatissima rivelazione finale.
Il problema per questo tipo di film è la totale prevedibilità della vicenda, che per una pellicola che dovrebbe spaventare è un difetto a dir poco madornale, che porta gli spettatori a capire chi sia l'assassino fin dalla lettura del cast: e a nulla giova il tristissimo finale "ambiguo", che tale è solo per un buco di sceneggiatura, che lascia purtroppo spazio ad un eventuale sequel. La stessa presenza di Boreanaz nel cast "rovina" il film: essendo la sua pellicola di esordio è chiaro come debba avere un ruolo preminente, e giacchè nella storia fa gran poco, quale credete sia il suo ruolo? Ecco, bravi: avete scoperto lo "sconvolgente" finale. La regia non è nemmeno male, sebbene non eccelsa, ma il montaggio pedestre ci mette di suo ad ammazzare qualsiasi tentativo di suspence, creata maldestramente con un numero eccessivo di cadaveri non troppo eccellenti; gli interpreti sono funzionali, tutte faccette carine ed inespressive (a Boreanaz bisogna dare atto sia l'unico in grado di recitare), e alcune inutili digressioni (lo scherzo sadico di Paige ad un suo spasimante) non aiutano ad uscire dalla noia imperante. Unico aspetto positivo, l'aver evitato la moda imperante dell'horror sopra le righe ed autoironico: di Craven ce n'è uno solo e, per quanto a volte fallimentari come questo, ben vengano gli horror vecchio stile che cercano (seppure ivano) solo di far spaventare. Una nota: nella pubblicità italiana, i simpatici distributori si sono guardati bene dal mettere in evidenza gli unici motivi di attrazione di questo film, ovvero i suoi intepreti (Boreanaz e Richards), davvero un'ottima strategia di marketing! |
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