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VIDOCQ 19/09/2001,
Francia Data
di uscita nelle sale italiane
01/03/2002 Sceneggiatura
Jean-Christophe Grangé e Pitof VALUTAZIONE 4 1/2 Produzione Centre National de la Cinématographie (CNC), Le Studio Canal+, RF2K Productions, Rigolo Films 2000, Studio Canal e TF1 Films Productions Produttore
Dominique Farrugia Produttore
esecutivo Olivier Granier TRAMA Nella Parigi del 1830, sull'orlo della rivoluzione, il noto detective Vidocq viene ucciso in circostanze misteriose dall'inquietante killer noto come l'Alchimista. Un sedicente giornalista, che dichiara di essere il biografo ufficiale del defunto, si presenta dal suo socio per avere ragguagli sulle indagini del detective onde poterne non solo terminare la biografia, ma anche trovare chi l'abbia ucciso. Sulle tracce delle tortuose indagini di Vidocq, il giornalista scopre quello che pare essere un sordido complotto a sfondo sessuale da parte di esponenti dell'alta borghesia, ma c'è molto di più di quanto appaia... RECENSIONE In
altre sedi mi sono già ritrovare ad elogiare l'indubbio
coraggio dimostrato dal cinema francese nel volere battere strade
"commerciali" con un notevole dispendio di mezzi, tirando
fuori registi che osino molto di più di quanto non facciano
i mesti ed anonimi "maestri" nostrani. Purtroppo il
cinema d'oltralpe non sembra aver ancora trovato la via giusta
che sappia coniugare la modernità narrativa con la potenza
narrativa, e le ultime prove in questo senso (IL
PATTO DEI LUPI e BELFAGOR)
si siano dimostrate ambiziose quanto fallimentari. E questo VIDOCQ,
spiace dirlo, non si discosta di molto dai succitati: meno disastroso
e patetico di BELFAGOR, ma molto più squilibrato ed inconsistente
de IL PATTO DEI LUPI.
Ispirato ad un personaggio pare molto noto in patria (e la pellicola, grosso difetto, dà per scontato che il pubblico conosca il background del protagonista facendone brevi e sospesi accenni), il film gode di una trama non originalissima (molte sono le somiglianze con ANGEL HEART oltre che con la pletora di thriller sovrannaturali che l'hanno preceduto) ma sceneggiata con una certa abilità, totalmente disfatta dalle manie di grandezza del regista che pare aver voluto usare assolutamente tutti i mezzi a disposizione, in un profondersi di riprese distorte (finiti i soldi, gli era forse rimasto solo il grandangolare?), lotte coreografiche (e non basta qualche grugnito per far passare il massiccio Depardieu per un semi-karateka) e fotografia insopportabilmente satura e sgranata. Gli effetti sono indubbiamente notevoli, e molte sequenze prese da sole sono di indubbio impatto, ma la volontà di stupire assolutamente in ogni scena satura ben presto la pellicola finendo per dimostrare l'inettitudine di chi dirige piuttosto che la grandezza. Pitof vorrebbe essere Gilliam, Raimi, Coppola, tutti autori dalla spiccata personalità che vengono scimmiottati pensando di sopperire ad un inesistente talento con la clonazione delle idee altrui, riuscendo solo ad essere irritante e ad appesantire una narrazione altrimenti ben più scorrevole. Ancora una volta devo dire "peccato", peccato per aver sprecato grandi risorse di professionalità e mezzi dandoli in mano, mi si passi il termine, ad un imbecille, ma pensando che gli imbecilli nostrani al massimo sanno fare MERRY CHRISTMAS, forse abbiamo solo da imparare... |
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