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WHAT WOMEN WANT
(What women want)

15/12/2000, USA

Data di uscita nelle sale italiane 09/02/2001

Sceneggiatura Josh Goldsmith e Cathy Yuspa

Regia Nancy Meyers

Interpreti Mel Gibson, Helen Hunt, Marisa Tomei, Alan Alda, Ashley Johnson, Mark Feuerstein, Lauren Holly

VALUTAZIONE 6

Il sito ufficiale del film

Produzione Paramount con Icon Production e Wind Dancer Films

Produttori Nancy Meyers, Matt Williams, Bruce Davey, Susan Cartsonis e Gina Matthews

Co-produttori Bruce A. Block

Produttori esecutivi Stephen McEveety, Carmen Finestra e David McFadzean

Fotografia Dean Cundey

Montaggio Stephen A. Rotter e Thomas J. Nordberg

Musiche Alan Silvestri

Sonoro Bill W. Benton e Jeffrey J. Haboush

TRAMA

Nick Marshall è un pubblicitario di successo, ma anche un maschilista impenitente, il che si riflette non solo nel suo modo di vivere ma anche sul lavoro: i suoi spot di successo abbondano di "richiami" per il mondo maschile, ma il mondo sta cambiando...
L'agenzia in cui lavora assume come direttore creativo una donna, Darcy Maguire, nel tentativo di guadagnare la fetta di mercato femminile fino ad allora mancata; quel posto sarebbe dovuto spettare a Nick, che ovviamente vede di cattivo occhio la nuova arrivata.
Quel che è peggio, mentre si prova in bagno degli oggetti femminili per i quali deve pensare una campagna pubblicitaria, scivola nella vasca da bagno con il phon in mano e viene investito da una forte scossa elettrica: da quel momento, Nick è in grado di sentire quello che pensano le donne (animali compresi). Se all'inizio questa capacità è una tortura, con l'aiuto di una psicologa intuisce come volgere a suo favore questo dono, soprattutto per soffiare il lavoro alla nuova arrivata...

RECENSIONE

L'idea di base del film non è male, e offre non pochi spunti per un'ironica visione del "politically correct": alcuni vengono esplorati (e le notazioni sul rapporto uomo/donna sono spesso azzeccate), ma per la gran parte la pellicola sceglie la più facile strada della quasi-farsa, giocando sui binari della "tranquillizzante" coabitazione dei sessi.
L'istrionismo di Gibson è ai massimi livelli, apparendo anche eccessivo nella prima metà del film (dove si concede persino un assolo di ballo francamente evitabile e noioso), sciogliendo l'azzeccata caricatura del macho iniziale in una più bonaria da "uomo saggio" che, sebbene necessaria nell'economia della storia, appare quantomeno forzata: di ben altra caratura era il cambiamento di Nicholson in QUALCOSA É CAMBIATO, ed a questo film manca la cattiveria (pur leggera) che rendeva l'altro più interessante.
Non a caso, in entrambi i film troviamo Helen Hunt, attrice interessante ma qui relegata al ruolo di spalla del protagonista: qualche mossetta, un numero enorme di sorrisi e primi piani dei polpacci che certo non danno lustro ad un'interpretazione misurata ed efficace.
La regista non possiede gran senso del ritmo, il film si trova troppo spesso ad avere il fiato grosso laddove la pur intelligente trovata principale non riesce, da sola, a riempire due ore di film: all'inizio si sorride, si ride persino, ma si arriva al finale con un certo senso di noia e di disinteresse nei confronti di una storia il cui finale è già scritto nei titoli di testa (a proposito, pollice verso per la carrellata sul passato di Nick: noia allo stato puro). Gli altri personaggi sono poco più che bozzetti sullo sfondo, e il film si concede il lusso di sprecare due ottime attrici come Bette Midler e Marisa Tomei in ruoli minori che, se sviluppati, avrebbero dato più vigore alla pellicola.
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